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Depressione

Lutto o depressione: Quale è la differenza?

28 Gennaio 2018

A volte risulta molto difficile distinguere il lutto fisiologico dalla depressione. Capire la differenza tra queste due condizioni è invece fondamentale per poter affrontare al meglio il periodo di sofferenza o aiutare gli altri ad affrontarlo.

 

Il lutto non è una malattia, è una risposta fisiologica a un evento grave ed estremamente doloroso che ci si trova ad affrontare. Chi lo sta vivendo non necessita in genere di cure e nemmeno dei farmaci, ha solo bisogno di comprensione degli altri e della loro vicinanza emotiva.

Nella maggioranza dei casi il lutto segue il proprio corso: piano piano i pensieri cambiano, il dolore si affievolisce un po’ e si ritorna faticosamente alle attività quotidiane. Non si sarà più le stesse persone di prima, né si guarderà il mondo con gli stessi occhi ma si costruirà comunque un nuovo equilibrio. Si andrà lentamente avanti con la propria vita, portando dentro di sé il ricordo della persona amata.

L’esperienza di lutto, già molto pesante da vivere, si complica ulteriormente quando vi si aggiunge un episodio depressivo maggiore. Il lutto in genere non porta alla depressione, può svilupparla solo chi ne è predisposto da prima. Comunque, anche se non è una condizione frequente, è importante saperla riconoscere per poterla curare in modo adeguato.

Il normali vissuti da lutto, come ad esempio un’intensa tristezza, insonnia o scarso appetito, possono assomigliare ai vissuti tipici della depressione. Questi due vissuti sembrano però avere delle caratteristiche qualitative diverse. In questo articolo cercherò di chiarirne la differenza.

 

Differenze principali tra lutto e depressione

 

1) Pensieri ed emozioni

Sia nel lutto, sia nella depressione l’emozione predominante è la tristezza. Dietro a questa emozione si nascondono però dei pensieri diversi.

Nel lutto fisiologico il pensiero è focalizzato soprattutto sulla persona amata e sulla sua assenza. E’ predominante il dolore per averla perduta e il senso di vuoto per non averla più vicino.

Nella depressione invece i pensieri negativi si estendono di lunga oltre la perdita che la persona in lutto ha subito. L’umore depresso e il pessimismo pervadono tutti gli aspetti della vita, sembra non esserci nulla che vada bene e nessuno spiraglio di speranza per il futuro. Questi vissuti e pensieri possono presentarsi anche nel lutto fisiologico, comunque in modo più passeggero e meno totalizzante rispetto a un episodio depressivo.

Inoltre, alla persona che sta attraversando un lutto può a volte capitare di sperimentare anche delle emozioni positive. Esse possono essere legate, ad esempio, ai ricordi del proprio caro o ai gesti di affetto e vicinanza che sta ricevendo da parte degli altri. Questo non accade generalmente se vi è in corso un episodio depressivo, caratterizzato dalla presenza costante di emozioni negative.

 

2) Pensieri legati alla morte

Un’attenzione particolare va posta ai pensieri legati alla morte. Essi possono presentarsi sia nel lutto sia nella depressione, anche se con delle caratteristiche diverse.

Nel caso del lutto, questi pensieri tendono a essere focalizzati sulla persona amata scomparsa e sulla sua esperienza di morte. Ci si può, ad esempio, domandare come avesse vissuto gli ultimi momenti di vita o se avesse sofferto. Se i pensieri riguardano la morte della persona in lutto stessa, sono generalmente scaturiti dal desiderio di raggiungere il proprio caro, dalla speranza di poterlo rivedere.

Nella depressione, invece, il pensiero sulla morte nasce dal giudizio negativo di sé. Ci si sente inutili, immeritevoli di vivere e incapaci di fare fronte alla propria sofferenza.

E’ d’obbligo specificare che, a prescindere che si tratti di lutto o di una condizione mista tra lutto e depressione, è importante in ogni caso cercare aiuto qualora vi fossero dei ricorrenti pensieri suicidari.

 

3) Autostima

L’osservazione dell’autostima può essere molto utile nel distinguere il lutto fisiologico da un episodio depressivo.

Il lutto non porta a una bassa autostima o a una svalutazione di se stessi. Un’eventuale autocritica è legata alla persona amata scomparsa, alle proprie possibili o immaginate mancanze nei suoi confronti. Ad esempio, ci si può pentire di non averle detto quanto fosse amata o preoccuparsi di averle dato dei dispiaceri. Può magari succedere di avere dei dubbi sull’essere all’altezza di svolgere i compiti che prima svolgeva il proprio caro o di  essere o meno di sostegno agli altri membri della famiglia.

Nella depressione è invece presente una costante e aspra autocritica e una profonda svalutazione di se stessi. Chi soffre di depressione tende a disprezzarsi e a sentirsi incapace e indegno.

 

4) Relazioni con gli altri

Il comportamento nei confronti degli altri, siano essi parenti, amici o colleghi, è generalmente diverso tra chi sta vivendo un lutto fisiologico e una persona depressa.

Chi è depresso tende a ritirarsi da tutte le relazioni e a distaccarsi emotivamente dagli altri. Non è facile consolarlo o farlo sentire meglio.

Nel lutto avviene invece una cosa diversa: la persona che sta vivendo un lutto tende a mantenere i legami, anche se diventa molto più selettiva. Cerca la vicinanza solo delle persone dalle quali si sente capita e sostenuta. Può succedere, e succede spesso, che non ci si trovi più bene con alcune persone prima ritenute importanti e che si instaurino invece delle nuove relazioni e dei nuovi legami.

Nel lutto fisiologico è naturale avere più bisogno di stare da soli, per pensare alla persona cara e vivere in privato il proprio dolore. Non c’è comunque il distacco costante da tutti, anzi, la sola presenza di qualcuno da cui ci si sente compresi e voluti bene aiuta a sentirsi un po’ meglio, un po’ meno soli.

 

5) Andamento nel tempo

E’ diffusa, purtroppo, l’idea che chi ha subito un lutto debba “buttarsi tutto dietro alle spalle” il più presto possibile. Sembra che ci sia un tempo limitato per provare dolore, per soffrire per l’assenza della persona amata. In realtà il lutto non ha affatto una “scadenza”, un limite di tempo entro cui viene considerato normale. La differenza tra lutto fisiologico e depressione non sta nell’estensione temporale ma semmai nell’andamento nel tempo.

In un episodio depressivo le emozioni negative vengono sperimentate in modo continuo e persistente. Non sono legate solamente alla perdita del proprio caro e non mutano né migliorano nel corso di giorni o settimane.

Il dolore da lutto invece muta e si trasforma. Tende a diminuire di intensità con il passare del tempo e a diventare meno soverchiante, dando un po’ di sollievo a chi soffre. Il suo andamento è generalmente fluttuante: ci sono dei momenti in cui si sta un po’ meglio e poi dei momenti in cui si sperimentano delle ondate o fitte di dolore legate ai pensieri sulla persona deceduta. Ci sono poi alcune ricorrenze o alcuni eventi che richiamano inevitabilmente, anche a distanza di anni, il ricordo e la nostalgia del proprio caro. Ne può essere l’esempio il Natale o il dover affrontare le tappe di vita importanti senza la persona amata.

 

Conclusioni

Il lutto e la depressione possono essere talmente simili nelle loro manifestazioni da sembrare al primo sguardo la stessa cosa. In realtà, guardando più in fondo, emergono delle differenze qualitative importanti. Si può osservare una tendenza generale diversa in queste due condizioni. Il focus dell’attenzione di chi sta vivendo un lutto fisiologico è soprattutto sulla persona cara e sulla sua assenza. Nella depressione è come se il focus si spostasse: l’attenzione viene rivolta su se stessi, sulla propria presunta e assoluta inadeguatezza, indegnità e sofferenza.

L’esperienza di lutto non è comunque uguale per tutti. E’ possibile che qualcuno lo viva diversamente da come descritto in alcuni punti precedenti, pur non essendo depresso. E’ quindi importante considerare l’esperienza e la storia della persona in lutto in modo individuale.

Katarzyna A. Ratkowska

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D.ssa Katarzyna A. Ratkowska

Psicologa e Psicoterapeuta Padova e Online

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