Ansia, Depressione, Difficoltà decisionali, Dipendenza affettiva e narcisismo

Dipendenza affettiva patologica: come si manifesta e come riconoscerla

17 Gennaio 2019

Vi è mai capitato di sentirvi legati a qualcuno fin troppo, al punto quasi di perdere di vista voi stessi e i vostri obiettivi? Oppure di sentirvi nella relazione come se foste in una gabbia, magari anche dorata ma pur sempre una gabbia? Se sì, forse questo articolo sulla dipendenza affettiva potrebbe fare per voi! Cercheremo di scoprire insieme come si manifesta la dipendenza affettiva patologica e come riconoscerla.

 

La dipendenza sana vs la dipendenza affettiva patologica

La dipendenza affettiva non è patologica di per sé, anzi. E’ una componente importante delle relazioni umane perché significa essere legati emotivamente a qualcuno, fidarsi di lui e sentirsi protetti e al sicuro grazie alla sua presenza. Questa dipendenza è fisiologica e sana e le sue basi iniziano a costruirsi già dalla nostra nascita, con le figure che si prendono cura di noi. All’inizio della nostra vita la dipendenza equivale alla sopravvivenza. Crescendo, la questione della sopravvivenza viene meno, permane però un bisogno emotivo molto profondo.

Qual è allora la differenza tra una dipendenza sana, descritta sopra, e una dipendenza patologica? Come si manifesta la dipendenza patologica, come possiamo riconoscerla? Cercherò di rispondere a queste domande nei punti che seguono.

 

Come riconoscere la dipendenza affettiva patologica

Provate a dare un’occhiata all’immagine che ho scelto per questo articolo. Rappresenta una donna, ma non ha importanza in realtà perché la dipendenza affettiva non è esclusiva delle donne ma possono soffrirne anche gli uomini. E’ comunque una persona che non è se stessa. Qualcuno le mette addosso una maschera, la fa diventare come piace a lui e lei riamane passiva, anche se non sembra particolarmente felice. Il suo sguardo è vuoto, senza scopo, non saprebbe come uscirne. Non sta particolarmente male né particolarmente bene. Non è lei comunque che sceglie la direzione della sua vita.

Questo è un po’ il succo della dipendenza affettiva, proviamo ad analizzarla però più a fondo.

 

Le 7 manifestazioni della dipendenza affettiva patologica:

 

1) Sentirsi competenti e adeguati solo in presenza dell’altra persona

E’ un mito pensare che chi soffre di dipendenza affettiva sia necessariamente uno che lascia fare tutto agli altri, timoroso di mettersi in gioco e di fare lui le cose in prima persona. Anzi, chi è dipendente spesso sa gestire bene i problemi tanto da sembrare perfettamente efficiente e autonomo.

Il problema sta nel fatto che il suo senso di competenza e la sua autostima dipendono dalla presenza delle persone per lui importanti oppure dalla loro approvazione. Se questo appoggio manca, la persona tende a fare fatica a prendere decisioni e ad affrontare le situazioni, soprattutto quelle nuove o stressanti.

Una persona dipendente rischia anche di trovarsi su un’altalena emotiva e di autostima, dove passa dal sentirsi capace e adeguata al sentirsi incapace e inadeguata a seconda della presenza o meno delle relazioni affettive stabili e a seconda del loro andamento.

 

2) Sensazione di non potercela fare da soli e paura dell’abbandono

La fragilità di fondo di chi soffre di dipendenza affettiva patologica è il pensiero di non poter farcela da solo ad affrontare la vita. Lo spaventa molto la solitudine, intesa come mancanza di relazione affettiva profonda. Per chi è dipendente, la solitudine equivale a essere lasciato in preda agli eventi minacciosi senza avere degli strumenti adeguati per affrontarli.

La paura di solitudine porta la persona che soffre di dipendenza affettiva a temere particolarmente l’abbandono. La relazione con l’altro tende a essere mantenuta a tutti i costi, anche sacrificando i propri stessi bisogni.

Quando la relazione viene minacciata, in realtà o nell’immaginario, è presente un forte malessere psicologico. Possono comparire dei sintomi depressivi, ansiosi e perfino dissociativi.

 

3) Voler essere sempre presente nei pensieri dell’altro

Chi è dipendente sente il bisogno di essere costantemente presente nei pensieri e nella vita della persona a cui è legato. Lo fa star male l’idea che l’altro abbia anche degli spazi di vita suoi, come ad esempio degli hobby personali, e che frequenti delle altre persone, come amici o colleghi.

Il timore è quello di perdere d’importanza per l’altro e di essere sostituito con delle altre persone. Questo timore è legato alla bassa autostima, perché si è convinti di non valere abbastanza e quindi di poter essere facilmente lasciati.

 

4) Desiderare un’assoluta sintonia con l’altra persona

Un’altra manifestazione della dipendenza affettiva patologica è il desiderio di essere sempre in assoluta sintonia con la persona alla quale si tiene. Non è ammesso essere in disaccordo o, ancora peggio, in conflitto.

La persona dipendente fa fatica a tollerare la discrepanza tra quello che pensa lei su una determinata cosa e quello che pensa chi è per lei importante. Tende a ristabilire subito la sintonia.

Cerca quindi quasi disperatamente di convincere l’altro delle sue idee. Se questo tentativo non funziona, tende ad adeguarsi lei alle idee e decisioni dell’altro, sperimentando un senso di costrizione e provando rabbia, più o meno consapevole.

 

5) Difficoltà decisionali e senso di oppressione

IndecisioneLa dipendenza affettiva patologica spesso si manifesta anche con la difficoltà nel prendere delle decisioni. Le difficoltà decisionali sono causate fondamentalmente da 3 fattori:

A) Poca consapevolezza dei propri desideri

Chi è dipendente fa fatica a capire quello che vuole davvero. Spesso va in confusione perché non riesce a distinguere tra i suoi veri desideri e l’influenza che hanno su di lui gli altri.

B) Non riuscire ad andare contro le aspettative degli altri inseguendo i propri obiettivi

Anche quando la persona dipendente ha una certa consapevolezza dei propri bisogni e desideri, per realizzarli necessita di avere il “consenso” delle persone per lei importanti. Tende a sentirsi inadeguata e in colpa se persegue i propri obiettivi nonostante la disapprovazione altrui.

C) Non riuscire a conciliare le diverse aspettative su di sé di diverse persone

La persona che soffre di dipendenza affettiva fa fatica a stabilire le priorità tra vari compiti e tra varie richieste o aspettative degli altri. In quello che fa vorrebbe accontentare tutti ma questo ovviamente non è possibile. Rischia quindi di ritrovarsi in stallo, bloccata.

La conseguenza è quella di sentirsi confusa e indecisa ma anche intrappolata e oppressa, non vedendo la via d’uscita.

 

6) Alternarsi di visione negativa e idealizzata dell’altro

ContraddizioneLa dipendenza patologica si manifesta anche con l’alternarsi delle idee opposte sul proprio partner e sulla relazione affettiva. Non c’è una visione unica e integrata che comprende i lati positivi e negativi dell’altra persona e della relazione. Si passa dallo stare molto bene e idealizzare tutto allo stare anche molto male.

Avere un’idea coerente della propria relazione risulta particolarmente difficile nei momenti in cui si è insieme al partner o alla persona a cui si è legati. Quando si è distanti è più facile vedere i pro e i contro della relazione. In presenza dell’altro, la tendenza è invece quella di dimenticarsi di tutti gli aspetti negativi e di vivere una relazione idealizzata.

 

7) Tendenza a cercare dei partner sicuri e dominanti

Le persone dipendenti tendono a essere attratte dalle persone percepite come forti e sicure di sé. Può capitare che i loro partner abbiano dei tratti narcisistici, borderline o paranoici.

Si instaura una dinamica di coppia in cui la persona dipendente si adegua ai desideri e alle aspettative del partner mettendo al secondo posto se stesso. Il partner di conseguenza tende a portare l’attenzione sui propri bisogni e a prendere delle decisioni non curandosi dei desideri, peraltro spesso inespressi, della compagna o del compagno dipendente.

Questo tipo di dinamica può assumere le sembianze di dominanza e sottomissione, in cui ogni tentativo della persona dipendente di esprimere i propri bisogni si scontra con una reazione arrabbiata e perfino maltrattante del partner.

 

Conclusione

La vita di una persona dipendente non è facile. Per niente. Soffrire di dipendenza patologica non significa “appoggiarsi” a un partner e vivere spensierati e felici sentendosi al sicuro. Essere dipendenti significa mettere da parte i propri desideri e i propri bisogni importanti. I desideri e i bisogni che uno spesso non ha mai neanche capito di avere. Significa non conoscere e non apprezzare se stessi ma vivere la vita di un altro. Si può mai essere felici vivendo la vita che non è nostra..?

Se siete arrivati qui in fondo (mi fa piacere!) e avete delle domande o delle riflessioni, potete utilizzare lo spazio sottostante dedicato ai commenti!

Katarzyna A. Ratkowska

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D.ssa Katarzyna A. Ratkowska

Psicologa e Psicoterapeuta Padova e Online

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