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Dipendenza affettiva e narcisismo

Il mondo visto con gli occhi di un narcisista: cosa pensa e cosa prova una persona affetta dal Disturbo Narcisistico di Personalità?

by D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 13 Marzo 2019
written by D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 13 Marzo 2019
Persona narcisista narcisismo patologico
12,8K

Si tende a considerare il narcisismo patologico soprattutto dal punto di vista di chi ha a che fare con una persona narcisista. Si dice di quanto sia dannoso averla accanto o di come non cadere nei suoi “tranelli”. In questo articolo volevo cambiare un po’ la prospettiva e parlare di come la persona narcisista stessa vede il mondo, tralasciando il giudizio morale sul suo modo di essere.

Il cosiddetto “narcisismo patologico” corrisponde in realtà a una precisa categoria diagnostica, quella del Disturbo Narcisistico di Personalità. Non si tratta di un brutto carattere o di essere cattivi, è proprio un disturbo che può essere curato con la psicoterapia, ottenendo per altro dei buoni risultati. Il “narcisismo sano” è invece quello che ognuno di noi dovrebbe avere. Significa volersi bene, essere soddisfatti di quello che siamo, avere rispetto di noi stessi.

Spesso si tende a identificare il narcisismo con il sesso maschile. E’ vero che gli uomini tendono alla maggioranza: secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), tra le persone diagnosticate con disturbo narcisistico di personalità il 50-75% sono di sesso maschile. Ci sono comunque anche le donne narcisiste, e non sono proprio così poche.

Infine, vorrei spendere qualche riga sull’essere “vittima” di una persona narcisista.. Sembra quasi che dovremmo munirci di una treccia di aglio e di acqua santa per non incappare in un narcisista che non vede l’ora di rovinarci la vita.. In realtà funziona tutto a incastro, ci si sceglie tutti e due, si rimane insieme perché in qualche modo lo si vuole tutti e due. Più che difendersi dai narcisisti sarebbe quindi da farsi la domanda sul perché si è attratti da loro. Magari in futuro dedicherò a queste considerazioni un articolo a parte, intanto potete dare un’occhiata all’articolo sulla dipendenza affettiva perché in genere l’incastro è proprio quello!

Ritorniamo ora al tema di questo articolo.. Siete pronti per il viaggio nel misterioso mondo del narcisismo patologico? Cominciamo!

 

Pensieri e vissuti di una persona narcisista:

 

1) Bisogno inconsapevole di difendere la propria autostima

difendere l'autostimaLe persone narcisiste vivono in funzione dell’immagine che hanno di loro stesse. Devono mantenere l’immagine positiva a tutti i costi, non permettono a nulla e a nessuno di minacciarla.

Hanno degli standard elevati nelle cose che fanno, non possono sbagliare oppure ottenere dei risultati “mediocri”, puntano all’eccellenza. Solo in questo modo la loro autostima viene preservata.

Se la loro autostima viene invece minacciata, tendono a diventare rabbiosi, incolpando gli altri per i propri insuccessi. Possono anche cercare di recuperare la stima di sé, ad esempio lavorando troppo oppure seducendo in modo compulsivo.

Quando vedono che le loro qualità e capacità non vengono riconosciute dagli altri, rischiano di cadere in depressione. Questo perché la loro immagine grandiosa nasconde in realtà delle paure che faticano ad ammettere anche a loro stessi. I loro timori più grandi sono quelli di fallire, di essere rifiutati, di doversi sottomettere e di non avere un’identità salda e ben definita.

 

2) Perseguimento degli standard sempre più elevati

alzare l'asticellaNel paragrafo precedente vi ho accennato degli standard elevati di una persona narcisista. Ecco, non si tratta solamente di essere perfezionisti e di voler eccellere in molti ambiti. Non si tratta neanche solo di essere competitivi e di voler avere dei risultati migliori rispetto alle altre persone. Questi aspetti indubbiamente sono presenti ma non sono gli unici.

L’aspetto forse più curioso della personalità narcisistica è il bisogno di competere anche con se stessi. Chi soffre di Disturbo Narcisistico di Personalità o presenta dei tratti narcisistici tende infatti ad “alzare sempre di più l’asticella”. I suoi standard continuano ad aumentare e per essere soddisfatto deve ottenere dei risultati migliori di quelli già ottenuti in passato.

Il narcisista paragona continuamente l’immagine che ha di se stesso in un dato momento con la sua immagine ideale e non sarà contento finché non raggiunge quest’ultima. Peccato che dopo averla raggiunta gli si presenta sempre un altro obiettivo, ancora più lontano e difficile. Così la soddisfazione non arriva mai oppure dura pochissimo, lasciando spazio all’ansia di raggiungere il prossimo obiettivo.

 

3) Regole rigide e autoimposte

divietoUna persona narcisista è prigioniera delle proprie stesse regole. Seguire delle regole rigide le permette di mantenere una buona autostima, le preclude però molte esperienze importanti. Ad esempio se la regola è: “bisogna essere sempre produttivi al massimo, chi si riposa è uno sfaticato”, la persona rischia di non andare in vacanza, di declinare l’invito degli amici a una cena, di lavorare fino a tardi la sera, limitando parecchio le utili attività di svago.

Chi soffre di Disturbo Narcisistico di Personalità fa in genere fatica a scegliere. Questo perché compie le scelte in modo esclusivamente razionale, basandosi appunto sulle regole. Non sa ascoltare le proprie emozioni, e quindi non può lasciarsi guidare da loro per prendere delle decisioni che possano renderlo felice.

Non è per lui accettabile seguire i propri desideri senza che questi vengano legittimati da una regola. Questo a partire dalle scelte più banali, come ad esempio la scelta su come trascorrere la serata, fino alle scelte di vita importanti. La persona narcisista può scegliere di fare una determinata professione non perché gli piace ma perché la trova più prestigiosa. Può anche evitare di stringere amicizie e instaurare delle relazioni con delle persone interessanti ma non adeguate al suo “status” e ai suoi standard elevati.

Il metro rigido di giudizio viene applicato dalla persona narcisista non solo a se stessa ma anche agli altri. E’ quasi impossibile aderire ai suoi standard, se non al prezzo di rinunciare ai propri desideri e alle proprie idee. Le regole di chi è narcisista sono ferree: o si è dentro oppure si è fuori, tutto è bianco o nero, non ci sono vie di mezzo.

 

4) Senso di noia e insoddisfazione

nebbiaIl senso di noia e l’insoddisfazione sono l’effetto della vita basata quasi esclusivamente sulle regole, senza tenere conto delle emozioni. Le emozioni sono dei segnali attendibili di quello che ci fa stare bene. Se non le ascoltiamo rischiamo di prendere delle strade poco entusiasmanti e poco soddisfacenti.

I vissuti di insoddisfazione sono inoltre legati alle difficoltà relazionali del narcisista. I narcisisti rischiano col tempo di allontanare le persone. La conseguenza è quella di avere una vita senza relazioni e quindi più vuota.

A volte sono le persone che vanno via perché non riescono a sottostare alle loro regole o si sentono oppresse, non libere nelle scelte. Altre volte è il narcisista stesso a prendere le distanze, a distaccarsi dagli altri: per proteggersi dalle emozioni sgradevoli che le relazioni possono evocare e per salvaguardare la propria indipendenza e autodeterminazione.

 

5) Senso di colpa

colpevolePer un osservatore esterno una persona narcisista sembra non curante dei bisogni e dei desideri degli altri. Spesso questa maschera di indifferenza nasconde invece dei sensi di colpa, o meglio, difende il narcisista dai sensi di colpa.

Per un narcisista dare ascolto ai bisogni degli altri vuol dire doverli soddisfare per forza, rinunciando completamente ai propri bisogni. Tende quindi a non pensarci oppure a reagire con rabbia se qualcuno esprime le proprie necessità e richieste.

Chi soffre di narcisismo patologico tende ad avere un forte senso di dovere. Non è permesso rilassarsi, divertirsi, godersi i momenti belli. Ogni cosa che fa deve avere una logica dietro, una giustificazione. Se non segue le solite regole (descritte nel punto 3) ma i propri desideri, si sente in colpa.

 

6) Desiderio di vicinanza

Coppia affettoLe persone narcisiste hanno bisogno di vicinanza affettiva e di supporto anche se non lo dimostrano e spesso non se ne rendono neppure conto.

Fanno fatica a entrare in contatto con le proprie emozioni, ad ammettere di avere dei lati più fragili e a riconoscere di avere bisogno di un’altra persona.

Le loro emozioni si distinguono in due grandi categorie: gradevoli e sgradevoli. Non ci sono le sfumature, è tutto mischiato e confuso in un grande calderone. L’emozione negativa che emerge più facilmente è la rabbia: per mancanza di attenzioni e di cure mai chieste esplicitamente e mai desiderate in modo consapevole.

 

7) Senso di diversità

essere diversiUna persona narcisista tende a sentirsi diversa dagli altri. Non crede di avere molti punti in comune con le altre persone, non riconosce che molti vissuti ed esperienze sono universali.

Spesso si ritiene superiore agli altri: più intelligente, più responsabile, più attraente, con delle abilità uniche e speciali. E’ possibile che il pensiero di essere migliore serva da difesa alla sua autostima. Il sentirsi superiore da infatti una valenza positiva al sentirsi diverso.

Non intende “mischiarsi alla massa” ed è tendenzialmente molto selettivo nelle relazioni, scegliendo delle persone che reputa, anche loro, uniche e speciali.

Non è molto stabile negli affetti. Rischia di passare da un’idealizzazione del partner o degli amici alla rabbia e al disprezzo.

 

Conclusioni

Il narcisismo è un mondo affascinante in cui tutti i punti descritti sopra si intrecciano e si influenzano a vicenda. Se dovessi descriverlo con un’immagine, sceglierei un castello: imponente, ma pressoché irraggiungibile. Una persona narcisista si chiude al mondo nel castello fatto di aspirazione all’eccellenza, superiorità, regole ferree e.. solitudine. Le emozioni negative e la fatica delle relazioni umane vengono tenute fuori dalle mura insieme agli umani stessi. Non è facile, o meglio è quasi impossibile, varcarne la soglia.

Spero abbiate trovato interessante questo piccolo viaggio nella mente di una persona narcisista. Se avete dei commenti o delle riflessioni potete usare lo spazio qui sotto dedicato a Voi!

Katarzyna A. Ratkowska

24 comments 6 FacebookTwitterPinterestEmail
D.ssa Katarzyna A. Ratkowska

Psicologa e Psicoterapeuta Padova e Online

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24 comments

Cristina 1 Febbraio 2021 - 8:43

Dal disturbo narcisistico di personalità non si guarisce. Perché illudere persone già devastate da questo amore malato facendole credere che qualcosa si può salvare?

Reply
D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 1 Febbraio 2021 - 11:05

Buongiorno Cristina, grazie per il suo commento. Il narcisismo si può curare e le persone narcisiste possono migliorare molto a livello relazionale (il livello di cambiamento dipende dalla gravità del disturbo). Ovviamente ci vuole una psicoterapia e tante persone narcisiste non la prendono nemmeno in considerazione. Chi sta con un narcisista non ha il potere di poterlo curare, semmai può lavorare sulle proprie difficoltà, ad esempio sulla possibile dipendenza affettiva.

Reply
Barbara 19 Settembre 2022 - 11:22

Bellissimo articolo dottoressa, mi è stato molto utile. Ho capito in questi mesi, purtroppo, di essere narcisista…da sempre. E se da una parte ho potuto finalmente dare un nome al mio disagio, dall’altra sono quasi disgustata da tutto questo. Negli anni sono migliorata molto, ma da sola, e tutto grazie ad un trauma che mi ha portato faccia a faccia con la morte. Ho avuto momenti difficili e veramente duri, mai relazioni cui ho permesso di essere vere e totalizzanti. Oggi capisco come mai e tutto ha un senso. La solitudine, il senso del dovere ma finalizzato solo alle apparenze, le relazioni anche di amicizia che non sono state mai durevoli e che ho, ad un certo punto, interrotto senza ragioni apparenti. L’egoismo, le fantasie di potere e prestigio. Le sfide ma anche le torture che mi sono sempre imposta. Ho avuto una mamma incapace di riconoscere i miei bisogni e che ho sempre accusato di essere fredda e nemmeno in punto di morte sono stata capace di accudire. Una madre che però amerò sempre, con tutta me stessa, anche se non è mai stata mia veramente.

Reply
D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 19 Settembre 2022 - 13:56

Grazie per il commento, Barbara. Mi dispiace per il suo lutto e per le cose che ha dovuto affrontare. Il fatto che si sia messa così in discussione mi fa capire che ha tante risorse e che possa venirne fuori, magari con un po’ di aiuto.

Reply
Carlos 4 Marzo 2022 - 9:35

Cristina salve!
Non è molto producente mandare messaggi del genere.. Sperando che lei non sia un tecnico, dal ‘disturbo’ narcisistico, come ha risposto la Dott.ssa si può guarire / migliorare come da altri disturbi. Va abbattuto lo stigma dell’etichetta eterna (o anche dell’etichetta)
ma anche per il semplice motivo che non vanno mandati messaggi fuorvianti e non reali solo perchè (è una mia fantasia) siamo stati feriti.
Non c’è nessun amore malato, ci sono due e ripeto due persone che soffrono, che hanno i loro vuoti, i loro modi di funzionare, di relazionarsi, di pensare a sè stessi e all’altro, di abitare la propria vita.
Comprendo il dolore ma bisogna piuttosto prendersi la responsabilità del perchè abbiamo continuato a stare in una relazione del genere. Spostiamo lo sguardo dall’altro a noi.

Reply
Marta 5 Marzo 2022 - 13:51

Dal disturbo si può migliorare nettamente. Ne sono affetta e il fatto di esserne diventata consapevole e ammetterlo a me stessa e agli altri, è un grosso passo avanti. È stata dura: 5 anni di psicoanalisi fatta di fatica e voglia di interrompere tutto. Ammettere le proprie colpe, guardare le proprie ombre, le proprie ferite, scoprire di essere stata un disastro nelle relazioni, non è stato affatto facile. La strada è ancora lunga ma finalmente sono riuscita, dopo mille resistenze, a fidarmi del mio terapeuta e con lui proseguirò il percorso per riuscire a migliorare. Ripeto si può migliorare.

Reply
sanidnb 24 Marzo 2023 - 9:14

Ma veramente ero Al Punto di RI RI RI-PENSARCI eppure e da abbastanza che non ho contatto con la persona narcissistica

Reply
Marta M. 16 Marzo 2022 - 2:42

Grazie.
Che ci si trovi da un lato o dall’altro è un articolo chiaro e semplice da capire anche per chi non è del settore, ma allo stesso tempo molto puntuale e professionale. Grazie per aver dato voce al “nemico” perchè in entrambi i casi è fondamentale capirne i meccanismi per riuscire a fare meglio. È infatti estremamente importante dare risposte alle vittime, ma è altrettanto importante chiarire le difficoltà che si ergono nelle fondamenta di personalità narcisista. Condivido infine che, come in tutte le circostanze, sia sempre presente un contributo di entrambe le parti in una relazione e pertanto sia utile porsi delle domande utili a capire quali siano i fattori che portano due individui a d unirsi sulla base dei loro precedenti bisogni/disturbi consapevoli o meno.

Reply
D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 1 Maggio 2022 - 17:13

Buongiorno Marta, grazie per il suo feedback e per le sue riflessioni.

Reply
Anonimo 12 Luglio 2022 - 14:39

Articolo fatto molto bene, grazie dottoressa per il suo contributo!

Reply
D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 12 Luglio 2022 - 15:13

Buongiorno, grazie a lei per il feedback

Reply
Nina 31 Luglio 2022 - 14:29

Articoli interessanti e precisi, complimenti. Mi permetto una considerazione, se potrà illuminarmi. Da quello che leggo , testimonianze delle vittime comprese, riferendomi a situazioni più comuni, ed escludendo il patologico ed i casi clinici quindi, devo ammettere una certa perplessità. Non sminuisco l’effetivo dolore e trauma della dip.affettiva ma non riesco nemmeno a demonizzare il narcisista e farei qui l’avvocato del diavolo. Tendenzialmente si diffonde e si sott’intende , se non esplicitamente, una dicotomia dip.affettiva = buona / empatica / vittima – narcisista = cattivo / arido /carnefice. Giustamente parla di dinamiche che si possono riassumere mi sembra, nel triangolo drammatico: vittima – persecutore – salvatore (Karpman, 1968) i cui ruoli diventano interscambiabili , ne consegue che questo netto dualismo sfuma ,perdendo quei confini così netti, che vengono solitamente descritti. Vediamo che anche la dip.aff. non è immune da aggressività , manipolazione e controllo. Se ,come spesso viene suggerito, il narcisista dev’ essere messo di fronte a se stesso e alle sue responsabilità , perchè questo non è altrettanto consigliato alle dip.affettive che si vedono deresponsabilizzate giustificate in quanto succubi e soccombenti visto che il carnefice è sempre l’altro ? Non si ravvisano forse , seppure in modalità diversa , una difesa al proprio fragile Io e bassa autostima , grazie anche all’indulgente sostegno esterno , non scevro di commiserazione ed interesse, che viene profuso e diffuso in rete e non solo ? Dalla parte dei narcisisti , contrariamente alle varie dip.aff., non c’è mai replica , difesa , giustificazione , condanna, giudizio, ricerca di comprensione e commiserazione , nemmeno esaltata esultazione per le proprie malefatte o istruzioni d’uso e mosse ninja per distruggere l’altro, il tutto dietro quel grande paravento del candido,ingenuo e disinteressato Amore. Ed in nome dell’amore quanto dolore per entrambi, mi sembra. Uno continua a chiudersi nel suo incompreso silenzio e ad attingere alle sue riserve interne,nascondendo il suo sè ad un mondo che a priori lo condanna , mentre l’altra continua ed eludere se stessa evitando una dolorosa introspezione potendo attingere all’esterno da sè a tutte le conferme e giustificazioni di cui ha bisogno . In pratica assecondiamo le attitudini che sono alla base dei due disturbi e allora in che modo li aiutiamo ? Mi scuso per la lungaggine e ringrazio per l’attenzione e i suoi chiarimenti ,se vorrà darmene.

Reply
D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 12 Agosto 2022 - 18:14

Buongiorno Nina, la ringrazio per le sue riflessioni. Mi sembra abbia centrato un punto molto importante, i due disturbi hanno in effetti molti aspetti in comune. Le persone che ne soffrono fanno fatica ad ascoltare le proprie emozioni: i narcisisti guardano soprattutto la propria immagine da mantenere e i dipendenti si fanno guidare dall’opinione degli altri. Come scrive, anche i dipendenti in alcuni momenti possono essere aggressivi e controllanti, forse però questi aspetti sono meno evidenti, soprattutto dall’esterno, anche perché tendono a sottomettersi di fronte a qualsiasi minaccia di perdere il legame con l’altro. E’ importante a mio avviso distinguere tra empatia/bontà e dipendenza. L’empatia e bontà fanno comprendere e aiutare l’altro ma tenendo ben presenti le proprie posizioni e i propri bisogni. Nella dipendenza si è focalizzati a non perdere l’altra persona, al costo di dimenticare i propri bisogni.

Reply
DP 30 Agosto 2022 - 16:42

Dottoressa, sono dell’avviso che aiutare le persone sia anche quello di curare chi causa sofferenza agli altri ed a se stessi.
Ho una domanda sul tema narcisismo : sono in cura per DOC e conseguente depressione ma pur riconoscendomi in moltissimi aspetti legati al narcisismo patologico (il mio DOC e’ proprio su questi aspetti che mi terrorizzano e che mi fanno sentire in colpa verso gli altri) la mia psicoterapeuta mi dice che non ho sviluppato nessun disturbo di personalita : e’ possibile questo?
Grazie

Reply
D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 30 Agosto 2022 - 18:19

Buonasera DP, grazie per il suo commento. È possibile che non abbia un vero e proprio disturbo di personalità, potrebbe avere solo dei tratti narcisistici. La cosa importante è che lavori su questi temi, a prescindere dalla diagnosi.

Reply
DP 30 Agosto 2022 - 20:59

Grazie per la risposta.
Avere dei tratti narcisistici (di tipo covert) pregiudica comunque l’empatia?
Io ho sempre cercato di capire gli altri e quando mi chiedono aiuto io ci sono. Pero’ ho il dubbio che dietro ci fosse la mia insicurezza e che l’empatia fosse un modo di riscattarmi piu che una vera caratteristica della mia personalita.
Grazie

Reply
D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 31 Agosto 2022 - 12:13

Avere dei tratti narcisistici non pregiudica per forza l’empatia. Non c’è una linea di demarcazione netta, è più un continuum, ci si può collocare in diversi punti. Più in là ci si trova e più è probabile che l’empatia sia compromessa. Come scrive, nel narcisismo l’empatia rischia di non essere genuina ma finalizzata al mantenimento dell’autostima (es. confermarsi di essere una brava persona, avere la gratitudine e il rispetto degli altri). Un’autentica empatia si vede da quello che proviamo verso gli altri più che da quello che facciamo. Potrebbe provare ad osservare le sue emozioni quando vede gli altri tristi o in difficoltà, meglio se non sono persone che conosce, osservare se riesce a mettersi nei loro panni e capire quello che provano. E’ anche da dire che se ha la preoccupazione di non essere abbastanza empatico verso gli altri con ogni probabilità è empatico. Chi non lo è difficilmente si pone questo dubbio o se ne preoccupa.

Reply
DP 2 Settembre 2022 - 23:50

Grazie, devo dire che sento commozione verso chi e’ in difficolta’ ma a volte distolgo l’attenzione perche’ questo mi mette a disagio e mi fa sentire male. Con le persone che invece non mi piacciono se le sento tristi o in difficolta non provo commozione.

Reply
D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 5 Settembre 2022 - 15:26

Di nulla, direi che non ha problemi di empatia.

Reply
Ewa 3 Luglio 2023 - 14:21

io ho subito un abuso narcisistico da parte di un’altra donna. A capo di una ASD polisportiva della mia città. penso che abbia tutte le caratteristiche elencate. Soprattutto la mancanza di empatia e eccesso di controllo sugli altri… io soffro per chi ne è vittima…
un vero amore di un’ altra donna può rigenerare la vittima uomo?

Reply
Nunzia 18 Settembre 2023 - 6:33

In dialetto c’è un detto che dice così: -la troppa confidenza fa perdere la riverenza- forse il nocciolo della questione è mantenere tutto e tutti alla distanza giusta, quella cioè che riusciamo a “sopportare” in quel momento. Tutte le relazioni così dovrebbero avvantaggiarsene, senza diventare un peso.

Reply
Nami 25 Ottobre 2023 - 0:45

Ciao, mi hanno diagnosticato un disturbo narcisistico. Ti ringrazio per l’articolo, mi hai fatto capire delle cose che avevo intuito di me. Ci sono molte cattive informazioni a riguardo, specie da presunte vittime di narcisisti, che onestamente non so di che stanno parlando. Mi verrebbe da dirgli: ma chi vi si in****, ma capisco che ognuno ha i propri problemi e difficoltà. Però posso dirvi, avendo avuto delle relazioni, e avendola tutt’ora, che se me la prendo con il mio compagno è perché sono arrabbiata con lui; magari fuori non ha senso, ma è così. Capita anche di svalutare se il partner non rispetta più certe caratteristiche. Io sapendolo cerco di controllarmi, e se gli rispondo male, cerco di arrampicarmi sui vetri dopo. Se vi sembro giudicante non prendetevela, è una perdita di tempo. Comunque quando scrivete questi articoli, sembra quasi che non vi immaginate che un narcisista poi li legga, ma comunque è molto utile leggere informazioni giuste per autoanalizzarsi. In terapia gli psicologi non dicono niente, e quindi non si può in nessun modo intervenire in qualcosa. Poi fa brutto definirsi con un’etichetta, che in effetti odio pure perché mi confondono, perché il problema di identità è tremendo, come dice l’articolo, ma per capire alcune cose serve. Comunque mi trovo inquietante da sola, assicuro che fa strano non provare niente, a parte fare figure di me***; io sono capacissima, e l’ho fatto, di passare sopra a una persona svenuta, rimanendo impassibile. Non sto dicendo che l’ho calpestata, ma che l’ho sorpassata. Non l’ho fatto per cattiveria, ma perché proprio non me ne fregava niente e pensavo ai cavoli miei. E poi mi sono arrabbiata quando mi è stato fatto notare, e questo perché volevano farmi sentire in colpa e non lo tollero molto, ma non è una scelta. Io già mi controllo un sacco, ma magari a volte non ci riesco, anche perché la cosa più difficile è che in fin dei conti non ti frega nulla di nessuno. Nel mio caso non è propriamente vero perché mi piace molto la compagnia e parlare, e quindi cerco di non far scappare chi mi è vicino perché mi dispiacerebbe e ne soffrirei; quindi sono capace di affezionarmi. Però è tutto sempre molto macchinoso perché voglio sembrare buona e fare quella che ci tiene, quindi a volte io stessa non so se recito o cosa. Comunque sono sicura che qualcosa la provo per forza, e che quindi provo sentimenti, perché non li puoi nascondere, e gli altri li vedono, pure se sono onesti o no. Spesso lo lascio capire a chi mi circonda perché io sono abbastanza incapace a capirlo.

Reply
Marco 28 Marzo 2024 - 11:19

Buongiorno dottoressa, ho 25 anni e da ormai 1 anno frequento uno studio di terapia cognitiva e tutt’oggi la mia preoccupazione di essere narcisista è presente. Ho paura per la mia eccessiva sensibilità (anche alle critiche) e perché fatico a stare nelle regole imposte da altri (ad esempio al lavoro). Detto ciò, mi capita di preoccuparmi per persone che non conosco, quando vedo una persona con disabilità la vorrei proteggere e quando esco dal supermercato mi è capitato più volte di lasciare ai senza tetto li fuori qualcosa che avevo acquistato (pane o altro a loro richiesta). La mia preoccupazione deriva anche dal fatto che ho avuto 2 relazioni altalenanti.
La mia dottoressa mi definisce rigido, ma in alcun modo narcisista. Lei sostiene che etichettare sia fuorviante, e non vuole darmi un etichetta. Inoltre, dice che la mia capacità di mettermi in discussione e di introspezione è elevata per essere un narcisista. Lei cosa ne pensa?

Reply
D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 28 Marzo 2024 - 17:13

Buongiorno Marco, è difficile non notare la presenza di un Disturbo Narcisistico di Personalità da parte di un terapeuta quindi dubito che abbia un vero e proprio disturbo e che la dottoressa non l’abbia diagnosticato. Nella terapia viene fatto un lavoro sugli schemi e sulle modalità di funzionamento e quindi tutte le difficoltà di cui parla verranno comunque affrontate, a prescindere dalla definizione.

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Dott.ssa Katarzyna A. Ratkowska

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E-mail: katarzynaanna.ratkowska@gmail.com

Tel: 3289635461

Indirizzo: Via Sorio n. 79/B, Padova

 

RECENSIONI

Sostegno

Non basterà una semplice recensione per ringraziare la Dottoressa. In quasi un anno di lavoro mi ha aiutata e supportata nell’uscire da una relazione tossica e acquisire un rinnovato e liberatorio amore per me stessa. Con la sua aura serena, non giudicante, scherzosa e sempre attenta ai dettagli è semplice e immediato sentirsi al sicuro e in grado di poter intraprendere un percorso fruttuoso insieme. Il lavoro intrapreso con lei mi ha spinta a guardare in faccia tante paure e pattern difficili e i piccoli (e grandi!) passi sono sempre stati celebrati con genuino entusiasmo. Abbiamo vissuto insieme la metamorfosi della mia vita e mi sono sempre sentita di poter fare affidamento a lei. E’ una figura calorosa e supportiva e sono fiera della persona che mi ha aiutato a diventare. Per sempre grazie, con tanto affetto.

MI SONO RITROVATA

Era ormai un po’ di tempo che sentivo di aver perso e tradito me stessa, non mi sentivo più in equilibrio con la persona che sono, perciò ho deciso di farmi dare una mano per “ritrovarmi”.

La Dottoressa è stata una guida sempre corretta, attenta, discreta e mai giudicante; mi ha spesso stupito che si ricordasse tutti i minimi particolari di ciò che raccontavo ed esprimevo: mi ha fatto sentire ascoltata. Mi ha aiutata a ristabilire il contatto con le mie sensazioni e i miei bisogni, a ritrovare la consapevolezza persa e ad essere fedele a me stessa. Abbiamo affrontato settimanalmente problemi quotidiani e trovato soluzioni pratiche per gestirli. Ora, dopo il percorso fatto, cercando di ascoltarmi tutti i giorni, riesco ad affermare me stessa e rimanere “in equilibrio”. Un grazie speciale.

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