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Ansia

Come capire se si soffre di ansia sociale: 5 campanelli d’allarme

by D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 27 Settembre 2018
written by D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 27 Settembre 2018
Come capire se si soffre di ansia sociale
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L’ansia sociale rischia di essere scambiata per il tratto immodificabile del carattere. Forse anche per questo le persone che ne soffrono non cercano un aiuto specialistico oppure lo fanno anche dopo 15 o 20 anni dall’inizio della sintomatologia. Come capire se si soffre di ansia sociale in modo da poterla curare e limitare da subito le sue conseguenze negative? Provate a dare un’occhiata a questi 5 campanelli di allarme!

L’ansia sociale, chiamata anche fobia sociale, fa parte dei disturbi d’ansia. La sua peculiarità riguarda la focalizzazione sugli altri e sul loro possibile giudizio nei nostri confronti.

E’ difficile che l’ansia sociale si manifesti per la prima volta in età adulta. In genere ci sono già le prime avvisaglie tra l’infanzia e l’adolescenza. Il disturbo può svilupparsi lentamente nel corso del tempo, magari a partire dalla timidezza caratteriale. Può anche manifestarsi all’improvviso, in seguito a delle esperienze stressanti o umilianti, come ad esempio essere vittima di bullismo o essere stati derisi.

La fobia sociale può compromettere gravemente la qualità della vita di chi ne soffre perché rischia di intaccare le relazioni sentimentali e amicali, la produttività scolastica e lavorativa, e perfino il tempo libero. Molte occasioni preziose di socializzazione, e quindi di crescita personale e sviluppo di benessere, vengono sprecate a causa dell’ansia.

Nonostante molte conseguenze negative dell’ansia sociale, solo la metà delle persone che ne soffre decide di curarsi. Chi cerca l’aiuto lo fa in genere dopo molti anni di inutili disagi e sofferenze che ne derivano. E’ probabile che molti la scambino per un tratto caratteriale della timidezza e pensino che non si possa fare nulla a riguardo. Invece è possibile curarla e conviene farlo subito, bisogna solo riconoscerla.

 

I campanelli d’allarme per riconoscere la fobia sociale:

 

1) Ansia nelle situazioni sociali

Situazione socialeChi soffre di fobia sociale prova ansia in una o più situazioni sociali nelle quali è esposto al possibile “esame” degli altri. Le situazioni temute possono essere le più svariate.

Può trattarsi di timori legati alla prestazione, presenti tipicamente nell’ambito scolastico, accademico e lavorativo. Ad esempio si può avere paura di esibirsi in uno spettacolo o di fare un discorso in pubblico.

L’ansia può anche riguardare le interazioni sociali più informali e non legate alla performance. Può risultare molto stressante intrattenere una semplice conversazione con le persone che si conosce oppure fare conoscenza delle persone nuove.

Il disagio nell’essere osservati dagli altri mentre, ad esempio, si mangia, si beve o si parla al telefono può essere un altro indicatore della fobia sociale.

 

2) Ansia intensa, sproporzionata e persistente

Ansia persistenteA tutti può capitare di sentirsi in ansia nelle situazioni descritte sopra. Per diagnosticare la fobia sociale non basta però sentirsi un po’ ansiosi di tanto in tanto. L’ansia deve anche essere intensa, sproporzionata e persistente. Vediamo insieme cosa significa nel concreto.

Ansia intensa:

L’ansia deve essere intensa, forte. Non è un leggero timore che viene facilmente accantonato per lasciare spazio a quello che si sta facendo. L’attenzione tende ad essere focalizzata sulla paura, peggiorando spesso la stessa performance. L’intensità e il tipo dell’ansia possono comunque variare. L’ansia può essere più leggera settimane prima dell’evento sociale temuto e assumere le forma di un vero e proprio attacco di panico poco prima dell’evento.

Ansia sproporzionata:

L’intensità dell’ansia deve anche essere sproporzionata rispetto a un reale rischio di essere giudicati male o rispetto alle conseguenze di tale giudizio. Se la paura è giustificata, non si tratta probabilmente della fobia sociale. Ad esempio è normale che una vittima di bullismo sperimenti molta ansia nell’interfacciarsi con chi la perseguita o che un dipendente che rischia il licenziamento sia molto teso prima di parlare in pubblico.

Ansia persistente:

Infine, l’ansia deve essere persistente nel tempo. Si presenta tutte le volte in cui ci si trova in una data situazione sociale e non solo occasionalmente. Deve anche protrarsi per il tempo abbastanza lungo. Indicativamente, dovrebbe essere presente per almeno sei mesi consecutivi.

 

3) Timore del giudizio negativo e vergogna

Essere giudicatiLa paura principale di chi soffre di ansia sociale è quella del giudizio negativo. Si teme di apparire agli occhi degli altri come non si vorrebbe: stupidi, noiosi, sgradevoli, ansiosi, deboli, strani o pazzi. Magari ci si sente preparati e in gamba ma si ha comunque paura che gli altri non se ne rendano conto.

Il timore del giudizio può riguardare non solo il proprio comportamento o la propria performance ma anche gli stessi sintomi dell’ansia e della vergogna. Ad esempio si può percepire come imbarazzante il fatto di arrossire, sudare o inciampare nel discorso. Probabilmente la paura è quella di essere visti come deboli, insicuri o addirittura ridicoli a causa della propria vergogna.

Spesso la paura sottostante è quella di essere rifiutati o umiliati da parte degli altri e di sentire minata la propria autostima.

 

4) Evitamento delle situazioni temute

NascondersiUn altro segno di ansia sociale sono gli evitamenti delle situazioni sociali in cui ci si sente a disagio. Al posto di affrontarle superando la propria ansia si tende a evitarle.

Alcuni evitamenti sono facilmente riconoscibili, come ad esempio non andare alle feste o alle cene sociali tra i colleghi oppure non presentarsi agli esami all’università.

Altri evitamenti sono molto meno evidenti e più difficili da notare. Potrebbe trattarsi, ad esempio, di dedicare tanto tempo a preparare in dettaglio il discorso, sperando di limitare al minimo il rischio di fare una brutta figura. L’evitamento può nascondersi anche nella stessa interazione con gli altri. Ad esempio si potrebbe limitare al minimo il contatto visivo con il proprio interlocutore, parlare a voce bassa, rivelare poche cose di sé o indirizzare l’attenzione sugli altri per distoglierla da se stessi.

A volte gli evitamenti vengono utilizzati per nascondere i segni dell’ansia. Ad esempio chi ha paura che gli tremino le mani potrebbe evitare di bere, scrivere o indicare qualcosa in pubblico.

 

5) Disagio o compromissione nel funzionamento quotidiano

Compromissione degli obiettiviPer diagnosticare il disturbo della fobia sociale è indispensabile che l’ansia e l’evitamento causino un forte disagio e malessere alla persona oppure che interferiscano in modo importante con la sua routine quotidiana o compromettano il suo funzionamento lavorativo, scolastico o sociale.

Sostanzialmente, se a una persona ha paura di affrontare una certa situazione sociale ma non le serve quasi mai affrontarla e non se ne fa un grosso problema, non viene diagnosticata la fobia sociale. Ad esempio se abbiamo paura di fare il discorso in pubblico ma quest’abilità non ci serve né al lavoro né altrove e non ci “toglie il sonno”, non soffriamo di ansia sociale.

Al contrario, se ci troviamo a dover sacrificare i nostri sogni a causa dell’ansia legata alle situazioni sociali, è molto probabile che sia presente la fobia sociale. Ad esempio potremmo abbandonare gli studi per noi importanti, non intraprendere un lavoro che altrimenti ci entusiasmerebbe oppure evitare le occasioni per fare amicizia pur desiderandola fortemente.

 

Concludendo..

La fobia sociale non è una semplice timidezza. E’ un vero e proprio disturbo che rischia di causarci molta sofferenza e ostacolarci a fare le cose per noi importanti. Per questo vale davvero la pena di affrontarla al posto di rassegnarsi alle sue conseguenze. Potete trovare qui qualche dritta su come cercare di arginare un po’ la fobia sociale.

Se avete delle riflessioni o domande potete usare lo spazio sottostante dedicato ai commenti!

Katarzyna A. Ratkowska

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2 comments

Miriam 30 Agosto 2020 - 0:48

Ciao! Mi chiamo Miriam e ho 14 anni. Un po’ di tempo fa ho sentito parlare di questa “fobia sociale” ma non ho mai pensato di approfondire l’argomento, finché non mi sono saliti parecchi dubbi approposito. Leggendo i sintomi mi sono venuti i mente la maggior parte dei miei giornalieri atteggiamenti. Proprio oggi, per esempio, mi sono rifiutata di prendere un gelato con i miei genitori perchè eravamo completamente circondati da comitive di ragazzi e ragazze. Mi sembrava di essere perennemente osservata e giudicata e pensare di dover mangiare davanti a loro mi metteva a disagio. Non capisco se è un’ansia comune o no, perciò le chiedo un parere a riguardo e spero che risolverà i miei dubbi al più presto. Buona serata e grazie in anticipo per la risposta.

Reply
D.ssa Katarzyna A. Ratkowska 1 Settembre 2020 - 15:33

Ciao Miriam, grazie per il tuo commento. La paura del giudizio e l’evitamento caratterizzano la fobia sociale, non è comunque scontato che tu ne soffra. Prova a fare caso ai pensieri che ti vengono in mente in quelle occasioni: Cosa potrebbe capitare? Qual’è la cosa che temi di più? Quale potrebbe essere il giudizio negativo da parte degli altri? Tieni conto che la tua età è molto delicata, si tende a dare molto più peso alle relazioni con i coetanei che a quella con i genitori. Potrebbe essere che tu ti sia sentita a disagio perché gli altri ragazzi erano nella loro comitiva e tu eri con i tuoi. In ogni caso se il tuo malessere dovesse essere forte è meglio non trascurarlo ma chiedere una consulenza a uno specialista.

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RECENSIONI

Sostegno

Non basterà una semplice recensione per ringraziare la Dottoressa. In quasi un anno di lavoro mi ha aiutata e supportata nell’uscire da una relazione tossica e acquisire un rinnovato e liberatorio amore per me stessa. Con la sua aura serena, non giudicante, scherzosa e sempre attenta ai dettagli è semplice e immediato sentirsi al sicuro e in grado di poter intraprendere un percorso fruttuoso insieme. Il lavoro intrapreso con lei mi ha spinta a guardare in faccia tante paure e pattern difficili e i piccoli (e grandi!) passi sono sempre stati celebrati con genuino entusiasmo. Abbiamo vissuto insieme la metamorfosi della mia vita e mi sono sempre sentita di poter fare affidamento a lei. E’ una figura calorosa e supportiva e sono fiera della persona che mi ha aiutato a diventare. Per sempre grazie, con tanto affetto.

MI SONO RITROVATA

Era ormai un po’ di tempo che sentivo di aver perso e tradito me stessa, non mi sentivo più in equilibrio con la persona che sono, perciò ho deciso di farmi dare una mano per “ritrovarmi”.

La Dottoressa è stata una guida sempre corretta, attenta, discreta e mai giudicante; mi ha spesso stupito che si ricordasse tutti i minimi particolari di ciò che raccontavo ed esprimevo: mi ha fatto sentire ascoltata. Mi ha aiutata a ristabilire il contatto con le mie sensazioni e i miei bisogni, a ritrovare la consapevolezza persa e ad essere fedele a me stessa. Abbiamo affrontato settimanalmente problemi quotidiani e trovato soluzioni pratiche per gestirli. Ora, dopo il percorso fatto, cercando di ascoltarmi tutti i giorni, riesco ad affermare me stessa e rimanere “in equilibrio”. Un grazie speciale.

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