Come superare l’ansia sociale e uscire finalmente da quel bozzolo in cui ci si trova rinchiusi? Spero di esservi d’aiuto con questa piccola guida!
Come avrete già intuito, non ho scelto a caso l’immagine dell’articolo. Mi è venuta in mente la somiglianza tra chi soffre di fobia sociale e un fiore con i petali chiusi che non si mostra agli altri in tutta la sua bellezza. Infatti, la causa del problema non è affatto la mancanza di simpatia o di intelligenza. Anzi, chi presenta l’ansia sociale non ha nulla da invidiare a chi partecipa alle situazioni sociali con una grande disinvoltura (beh, forse l’unica cosa da invidiare è proprio la disinvoltura stessa!).
Da dove viene allora la difficoltà? Il motivo principale e la paura di essere giudicati male o criticati per la propria prestazione o per i propri sintomi d’ansia (es. arrossire, avere la voce che trema o le mani sudate). Può trattarsi del parlare in pubblico, del parlare al telefono con uno sconosciuto, dell’interagire in un gruppo di amici, come del bere un caffè al bar. La situazione problematica può essere differente per ogni persona, è comunque sempre presente il timore del giudizio negativo. Ci sono due aspetti che coesistono: un forte desiderio di piacere agli altri e la scarsa fiducia in se stessi.
La paura di fare una brutta figura porta a evitare le situazioni sociali e non permette alla persona di affermarsi appieno nelle relazioni (la cosa a cui tiene molto). Questo causa sofferenza e può compromettere vari ambiti della vita.
Come uscire dalla fobia sociale?
Passiamo all’oggetto di questo articolo, ovvero a come superare la fobia sociale. E’ doveroso fare una (breve) premessa: se soffrite di ansia sociale intensa e invalidante, non è possibile curarla da soli, seguendo i consigli che vi darò più avanti o i vari “rimedi della nonna”, ci vuole un percorso di psicoterapia. Con questo articolo spero solo di darvi qualche utile spunto di riflessione.
1. Cambiare prospettiva: gli altri pensano davvero a noi?
Spesso diamo per scontato che le nostre percezioni corrispondano a quelle che hanno su di noi gli altri. Ad esempio, se ci sentiamo nervosi crediamo che il nostro nervosismo sia evidente agli altri come lo è a noi. In realtà non è proprio così. Questo dipende sostanzialmente dall’attenzione che diamo alle cose. Se si tratta di noi, l’attenzione è maggiore: ci teniamo a fare una bella figura, facciamo caso a ogni particolare che diciamo e alle nostre sensazioni fisiche. Per gli altri la prospettiva cambia: non siamo noi al centro, ma ci sono altre cose per loro più importanti.
Potete fare un piccolo esperimento a riguardo: provate a pensare a una persona con la quale avete avuto a che fare di recente e fate un elenco delle cose, positive e negative, che potrebbero occupare la sua mente. E’ probabile che scoprirete di essere l’ultimo, o quasi, dei suoi pensieri. Non è detto che la sua espressione facciale del momento sia legata a voi, può essere che stia semplicemente pensando ai fatti suoi.
L’attenzione influenza non solo la percezione in un dato momento ma anche la memoria: mentre voi, tornati a casa, state ancora a pensare e ripensare a quello che avete detto o fatto, la persona avrà di certo in mente altro che voi e le vostre eventuali “brutte figure”. Non si ricorderà più che avete commesso un errore o che sembravate agitati (nel caso l’avesse notato).
2. Non dare peso a ogni particolare che facciamo o diciamo
Chi presenta la fobia sociale tende a focalizzare troppa attenzione su se stesso e su quello che sta facendo. Mentre svolge un compito, si interroga continuamente sull’immagine che sta dando agli altri. In questo modo spera di rendere migliore la propria prestazione, di controllarla di più. In realtà accade il contrario. L’eccessiva attenzione su quello che stiamo dicendo o facendo e su come stiamo andando può farci perdere la concentrazione e aumentare i livelli di ansia.
Conviene allora provare a dare meno importanza a ogni singola parola che diciamo o a ogni frazione di azione che stiamo svolgendo. Come detto nel punto precedente, non siamo al centro dei pensieri degli altri e non notano ogni particolare della nostra azione. Se dovessimo mai sbagliare qualcosa o fare secondo noi una brutta figura, la cosa più probabile è che non venga notata dagli altri. Se dovessero notarla, avrà per loro un peso minore che ha per noi e comunque difficilmente influirà sul giudizio globale che hanno sulla nostra persona. Invece di focalizzarci su noi stessi, proviamo a guardare gli altri. E’ probabile che non noteremo in loro né critica, né disapprovazione. Di solito il nostro giudice più severo siamo proprio noi stessi!
3. Accettare i segni fisici dell’ansia
Chi ha la fobia sociale tende a preoccuparsi che gli altri possano giudicare male non solo la prestazione ma anche le manifestazioni fisiche dell’ansia stessa (come ad esempio il rossore al viso, il tremolio delle mani o la sudorazione). Il timore è quello di essere visti come deboli, stupidi o di venire ridicolizzati. Chi presenta l’ansia sociale cerca quindi di controllare o di nascondere i segni fisici di nervosismo. Questi tentativi non ottengono però l’effetto sperato (è impossibile infatti controllare i sintomi fisici dell’ansia), anzi, rischiano di essere controproducenti per almeno tre motivi:
• Se siamo preoccupati per un sintomo dell’ansia e cerchiamo di controllarlo ma non ci riusciamo, ci agitiamo ancora di più e rischiamo di ottenere l’effetto contrario, ovvero la sintomatologia dell’ansia ancora più intensa.
• Il cercare di nascondere i segni fisici dell’ansia rischia di attirare di più l’attenzione degli altri (ad esempio, tenere le mani lungo i fianchi per nascondere il tremolio può farci assumere una posizione poco naturale).
• Alcuni comportamenti fanno aumentare fisiologicamente la sintomatologia dell’ansia. Ad esempio, cercare di coprire il sudore sul viso con i capelli fa aumentare il senso di calore e quindi la sudorazione.
L’unica soluzione che funziona veramente è accettare i segni fisici dell’ansia e l’eventualità che questi vengano notati. Non dando loro troppa attenzione, saranno più blandi e passeranno più in fretta. Ricordiamoci che l’ansia e la vergogna non sono un segno di debolezza ma sono delle emozioni universali per la specie umana. Sono utili per creare legami e socializzare perché mostrano agli altri che la loro opinione è per noi importante.
4. Affrontare la paura
Se una situazione ci crea disagio, probabilmente vorremmo trovarci in qualsiasi altro posto. La evitiamo quando possiamo oppure cerchiamo di starci dentro il meno tempo possibile. Questo però non risolve il nostro problema ma ci limita e basta. Ci preclude delle opportunità (nel caso di fobia sociale di socializzare, di divertirsi e di stare in compagnia), ci fa sentire inadeguati. Spesso non è la situazione in sé che non ci piace ma l’ansia che proviamo. Purtroppo non ci sono delle scorciatoie o dei rimedi miracolosi per diventare sicuri di sé, sciolti e tranquilli. Bisogna per forza buttarsi dentro alla situazione e vivere l’ansia. Solo facendo molta pratica i livelli di ansia scendono. Quali sono i motivi?
• Le abilità sociali non sono un dono divino: bisogna svilupparle e accrescerle attraverso l’esercizio, come succede con ogni abilità;
• Affrontare la propria paura fa aumentare l’autostima e la fiducia in se stessi;
• Si può scoprire che la situazione temuta è meno spaventosa di quello che si aspettava.
Per uscire dall’ansia sociale non si può quindi fare altro che affrontare la situazione sociale il più possibile.
5. Accettare il rischio di sbagliare e di non piacere
E qui arriva il bello, la vera chiave che apre le porte a chi soffre di fobia sociale: accettare che possa capitare proprio quello che si teme. Non siamo infallibili, tutti noi commettiamo degli errori, diciamo delle cose stupide, facciamo delle figuracce. Non esiste nessun rimedio se non ritirarsi dal mondo e fare l’eremita (ma non credo sia proprio quello che sognate di fare). Conviene dunque rassegnarci all’evidenza e metterci il cuore in pace. Se è andata male, pazienza, la prossima volta andrà meglio.
Allo stesso modo, non si può piacere a tutti. Nessuno piace a tutti, neanche la persona che stimate di più in assoluto. Perché allora dare peso all’opinione che ha su di noi qualsiasi persona ci troviamo di fronte? Non serve fingerci quello che non siamo, basta essere quello che siamo già e piaceremo a chi dobbiamo piacere, pure con le nostre “brutte figure”.
Conclusione
La fobia sociale non fa parte del “carattere”, non si è costretti a conviverci per sempre. E’ una difficoltà che può essere affrontata e risolta. Conviene cercare di risolverla il prima possibile, in modo da non soffrire inutilmente e da non perdersi delle occasioni preziose di stare bene insieme agli altri.
Spero di avervi dato qualche spunto di riflessione con questa piccola guida. Sono ovviamente curiosa dei vostri commenti!



21 comments
io ho una bambina di 10 anni che soffre do fobia sociale come posso aiutarla
Buongiorno, potrebbe descrivermi in cosa di preciso consiste il disagio della sua bambina? In quali contesti e con quali persone si manifesta? La fobia sociale le è stata diagnosticata da parte di uno specialista oppure è stata/o Lei intanto a notare questo problema?
Grazie, ho trovato nel suo articolo molti spunti di riflessione interessanti…
Mi fa piacere che l’articolo le sia stato utile, la ringrazio per il suo feedback.
Il punto 5 è quello piu importante, se non si è disposti a perdere non lo si è nemmeno a vincere.
Grazie per aver condiviso questa riflessione. In effetti, a volte si è talmente convinti che il successo (ad es. fare una bella figura) sia l’unica ipotesi accettabile, che si rischia di non mettersi neanche in gioco per paura di sbagliare.
grazie per le cose interessanti che ha scritto mi sono state di aiuto
Sono contenta, la ringrazio per il feedback.
io ho perso una vita intera per questa malattia,non so piu’ cosa fare
Mi dispiace per la Sua esperienza, tenga conto che anche se sono passati tanti anni non è mai troppo tardi per cambiare le cose. Non so se abbia mai intrapreso il percorso di psicoterapia, Le consiglierei quello.
la ringrazio
Ho continui tremori sembra un campanello dentro di me ho sudorazione nn ce la faccio più vivo un disagio ne vorrei uscire sto sempre peggio…
Buonasera Angela, se fa fatica a uscirne da sola, le consiglio di rivolgersi a uno psicoterapeuta. Non ha senso continuare a stare male per problemi che si possono prendere in mano subito e risolvere. Rimango a disposizione.
Buongiorno Dottoressa, ho 27 anni e credo di soffrire di fobia sociale dall’età di 14-15 anni. Sono stato da 3 specialisti nella zona dove abito ma mi hanno “liquidato” nel giro di 2-3 sedute senza ne darmi una diagnosi e ne una soluzione a questo problema. Ha qualche consiglio da darmi? Forse sono io a pensare di soffrire di fobia sociale quando invece non è così? Grazie
Buongiorno Andrea, cosa le fa pensare di soffrire di fobia sociale? Mi descrive un po’ il suo problema?
Quando mi trovo in un gruppo di persone o in luoghi con tanta gente sento sempre una sensazione di disagio, ho difficoltà a prendere iniziativa e rompere il ghiaccio con gli altri. A volte mi è capitato di sentire questo disagio anche nel gruppo di amici che conosco da una vita.
Buongiorno Andrea, è possibile che soffra di fobia sociale ma è difficile fare la diagnosi sulla base di poche info. Per diagnosticare la fobia sociale l’ansia deve essere intensa, deve esserci un forte disagio o una compromissione delle aree importanti della vita, come quella sociale o lavorativa e non so se sia il suo caso. A prescindere comunque dalla diagnosi, se la cosa la fa soffrire è utile affrontarla in psicoterapia, anche se non è un vero e proprio disturbo, perché ne va della sua qualità di vita. Non saprei perché gli specialisti a cui si era rivolto non l’abbiano preso in carico, la terapia si può fare anche per la crescita personale, deve solo trovare uno specialista che vada bene per lei.
Grazie per l’articolo molto interessante
Grazie a lei per il feedback
Salve dottoressa, io soffro molto per la fobia sociale da ormai 2-3 anni, sto avendo tanti roblemi e sto soffrendo intensamente. Quando c e troppa gente mi viene il fiatone sudo e tremo, e mi sento malissimo , non ho amici a scuola e mi prendono in giro perché non riesco a integrarmi , ai progetti di gruppo non mi vuole nessuno e quando provo a iniziare un discorso lo vogliono finire subito, alla fine ho dovuto opzionare per andare nella scuola di amici di infanzia perché almeno con loro non sono così. Se mi può aiutare sarebbe un piacere…Grazie
Caro Anonimo, mi dispiace per le difficoltà che stai vivendo e per la sofferenza che sicuramente c’è dietro. Sarebbe da capire quanto del problema è dovuto all’ambiente, magari poco carino e accogliente, della nuova scuola e quanto alla possibile difficoltà ad affrontare le situazioni nuove, conoscere persone nuove. L’ansia sociale porta ad interpretare tutto a proprio sfavore e anche ad essere tanto nervosi e ad evitare per primi le situazioni. Se l’ambiente è molto negativo non ha senso restarci e soffrire, se però è più il problema dell’ansia sociale, sarebbe un peccato non poter andare per questo motivo in una scuola che ti piace, non poter prendere liberamente scelte per il tuo futuro e stare male. Converrebbe affrontarlo il prima possibile con la psicoterapia, perché in genere prima si inizia e più velocemente si risolve il problema.