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Difficoltà decisionali

L’importanza di trovare la propria strada

3 Maggio 2018

Tra versi e note di “My way” di Frank Sinatra

 

Trovare la propria strada non è facile.. o forse è più facile di quello che pensiamo? E se la strada di ciascuno di noi fosse semplicemente un insieme di tante decisioni prese in modo autonomo, un insieme di tanti “a modo mio”?

Credo che sia questa l’essenza della canzone “My way” di Frank Sinatra.. In questo articolo troverete qualche mia riflessione a riguardoQui potete invece vedere il video, il testo e la traduzione, senza interruzioni.

Il titolo

“My way”, ovvero il titolo della canzone, può essere tradotto in almeno due varianti: “a modo mio” e “la mia strada”. E’ difficile scegliere quale dei due vada meglio, credo che ognuno dovrebbe attribuirgli il significato che preferisce.

La prima strofa

And now, the end is near, and so I face the final curtain.

My friend, I’ll say it clear, I’ll state my case, of which I’m certain.

I’ve lived a life that’s full, I traveled each and every highway, and more, much more than this, I did it my way.   

 

E ora, la fine è vicina, e quindi affronto la calata del sipario.

Mio amico, lo dirò chiaramente, illustro il mio caso, di cui sono certo.

Ho vissuto una vita piena, ho viaggiato su tutte quante le autostrade, e di più, molto più di questo: l’ho fatto a modo mio.

E’un racconto di un uomo che, giunto quasi a termine della propria vita, fa una specie di bilancio. Sembra contento della vita che ha vissuto, una vita piena di esperienze, anche intense. Ma la cosa per lui importante non è tanto l’averle vissute di per sé quanto essere stato lui a scegliere il corso della propria esistenza.

La seconda strofa

Regrets, I’ve had a few, but then again, too few to mention.   

Rimpianti (pentimenti), ne ho avuti alcuni ma, d’altra parte, troppo pochi da menzionare.

Questo non vuol dire che non abbia commesso degli errori: ha infatti alcuni rimpianti. Prendere delle decisioni autonome non vuole dire prendere sempre una decisione giusta, non sbagliare mai. Gli errori che si fanno non sono comunque tanti (e sicuramente meno  di quelli che si farebbero non seguendo le proprie preferenze). Questi pochi sbagli non sono nulla al confronto di una vita vissuta appieno.

I did what I had to do and saw it through without exemption.   

Ho fatto quello che dovevo fare e l’ho portato a termine senza deroga.

    Non si è arreso di fronte alle difficoltà, non ha lasciato che il dubbio in quello che stava facendo o gli intoppi prendessero il sopravvento. Ha portato a termine quello in cui credeva. Probabilmente è stato faticoso, ha dovuto fare dei sacrifici.

    I planned each charted course, each careful step along the byway.                         

    And more, much more than this, I did it my way.

    Ho pianificato ogni itinerario tracciato, ogni passo attento lungo la strada secondaria.

    E di più, molto più di questo: l’ho fatto a modo mio.

    Seguendo il proprio istinto non si è comunque “buttato allo sbaraglio” ma ha preso delle decisioni pensate bene, ponderate. Si è preso il tempo necessario sia per capire quale itinerario intraprendere, sia per decidere come realizzare in concreto i suoi progetti, passo dopo passo. Non ha sempre viaggiato a mille ma nella sua vita ci sono stati anche dei momenti in cui andava più a rilento, dei periodi meno intensi.

    La terza strofa

    Yes, there were times, I’m sure you knew, when I bit off more than I could chew.                                                                                        

    But through it all, when there was doubt, I ate it up and spit it out.

    I faced it all and I stood tall and did it my way.   

    Sì, ci sono state delle volte, sono sicuro tu lo sapessi, in cui ho preso un boccone più grande di quello che fossi in grado di masticare.

    Ma nonostante tutto, quando c’era il dubbio, l’ho preso e l’ho sputato fuori.

    Ho affrontato tutto questo e sono rimasto a testa alta e l’ho fatto a modo mio.

    Gli è capitato di rischiare, di fare delle scelte anche un po’ azzardate, senza avere la sicurezza di potercela fare. Poi, quando si è reso conto di aver sbagliato, è tornato indietro assumendosene la responsabilità ma senza farsene una colpa.

    Volendo rimanere nella propria zona di comfort, senza correre dei rischi, non è possibile progredire ma si rimane sempre fermi. E’ ovvio che a volte si sbaglia e bisogna pagarne le conseguenze. Non serve però vergognarsene perché sbagliare è umano ed è pure utile per il futuro.

    La quarta strofa

    I’ve loved, I’ve laughed and cried, I’ve had my fill, my share of losing.

    And now, as tears subside, I find it all so amusing.                  

    To think I did all that!

    Ho amato, ho riso e pianto, ho fatto il mio pieno, avuto la mia parte di sconfitte.

    E ora, mentre le lacrime si placano, trovo tutto questo così buffo.

    A pensare che io ho fatto tutto quello!

    Ha vissuto delle emozioni intense, positive ma anche negative. Le sconfitte sono state per lui pesanti e difficili da affrontare. Comunque, a distanza di tempo e trovandosi meno coinvolto e immerso negli eventi, vede che non aveva senso preoccuparsene così tanto. Anzi, nota di aver fatto un sacco di cose. Gli ostacoli non gli avevano impedito di proseguire il cammino e di raggiungere i propri obiettivi.

    And may I say, not in a shy way, “Oh, no, oh, no, not me, I did it my way”. 

    E posso dire, non in modo timido, “Oh, no, oh, no, non (l’ho fatto) io, l’ho fatto a modo mio”.

    Il punto principale non è comunque aver fatto tante cose. Possiamo essere delle persone più di successo del mondo ma se non facciamo quello che ci piace, che ci entusiasma e ci fa stare bene non possiamo essere felici. Quello che conta è ascoltare i propri desideri e le proprie preferenze e fare delle scelte consapevoli e adeguate per noi.

    L’ultima strofa

    For what is a man, what has he got? If not himself, then he has naught.                          

    To say the things he truly feels and not the words of one who kneels.

    The record shows I took the blows and did it my way.            

    Yes, it was my way..

    A che scopo esiste un uomo, che cosa possiede? Se non se stesso, allora non ha nulla.

    Per dire le cose che sente davvero e non le parole di uno che si inginocchia.

    Il registro dimostra che ho preso i miei colpi e che l’avevo fatto a modo mio.

    Sì, era la mia strada..

    L’autore giunge alla conclusione che l’unica cosa che ognuno di noi possiede davvero è la possibilità di essere noi stessi, liberi di scegliere. Non bisogna farsi influenzare eccessivamente dal contesto o compiacere gli altri per timore di perdere la loro approvazione o per paura di sbagliare.

    I nostri inevitabili errori non ci precluderanno di poter essere un giorno felici di chi siamo e di come abbiamo vissuto la nostra vita. Potremo dire, con tutta la serenità, che era proprio la NOSTRA strada..!

    Katarzyna A. Ratkowska

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    D.ssa Katarzyna A. Ratkowska

    Psicologa e Psicoterapeuta Padova e Online

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